Centro di Competenza Medl@ine

Il Centro di Competenza MED-L@ine è una rete di enti di ricerca, istituzioni e aziende aventi specifiche competenze ed esperienza nel campo dello sviluppo rurale. La rete si è costituita attorno alla partnership del Progetto MED-L@ine, pensata ad hoc per assicurarne la massima sostenibilità, ampliandosi progressivamente attraverso le collaborazioni scientifiche del CNR Ibimet, coordinatore dell’iniziativa. Coerentemente alla sua mission, MED-L@ine è un network aperto a chiunque voglia e possa contribuire a promuovere l’innovazione e la sostenibilità delle filiere agro-tessili.

Membri della rete

L’Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IBIMET CNR) nelle sedi di FIRENZE, BOLOGNA, SASSARI e ROMA, opera nella definizione di strategie e nello sviluppo di tecnologie e soluzioni operative che contribuiscano alla resilienza ed alla sostenibilità dei sistemi territoriali e produttivi rispetto alle emergenze globali che interessano le risorse agroalimentari e no food, il clima e la meteorologia.
L’IBIMET ha, da tempo, avviato una linea di ricerca che partendo dalla valorizzazione di specie vegetali ad uso no food intende contribuire allo sviluppo della filiera tessile promuovendo approcci innovativi orientati alla sostenibilità.
Precedenti esperienze, progetti e finanziatori:

  • Elaborazione e sperimentazione di modelli per nuove forme di occupazione nelle aree appenniniche, 2000-2001, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
  • Nuove forme di occupazione e orientamento nei territori rurali, 2003-2007, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
  • LAMMATEST, Tecnologie per il Sistema Tessile, 2005-2007, Regione Toscana
  • TeSSITURA, miglioramento della qualità dei prodotti tessili tradizionali tinti con pigmenti naturali, 2006-2007, Provincia i Arezzo
  • NATURALTEX Le fibre naturali nella filiera tessile toscana, 2006, Regione Toscana
  • ECO-DESTINET, A Networl Developing a European Quality Label for Ecoturism Destinations, 2007-2013, EU – DG Education and Culture Leonardo da Vinci
  • CULT RURAL, Promotion of Cultural Area Common to European Rural Communities, 2006-2009 EU – DG Education and Culture
  • Abbigliamento tra Tradizione e Innovazione, 2008-2009, valorizzazione delle potenzialità economico-produttive di imprese o gruppi di imprese, Consorzio Sardegna ricerche
  • Percorsi di Orientamento, valorizzazione e creazione di impresa femminile nei settori agricolo, artigianato tessile e turismo in aree rurali di Toscana, Sardegna, Emilia Romagna e Campania, 2008-2011, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Attività svolte nell’ambito del progetto di origine.
Nell’ambito del primo Progetto MED-Laine, oltre a curare il coordinamento del progetto in qualità di capofila, il CNR-IBIMET si è concentrato sulle attività di valorizzazione di:

  • Lane locali per la produzione di artigianato tessile tradizionale e di materiali di impiego nel settore della bioedilizia (studi di filiera, caratterizzazione delle proprietà fisico-chimiche e sensoriali delle lane locali e dei tessuti derivati);
  • Specie vegetali autoctone ad uso officinale e tintorio (studio di filiera, estrazione di composti pigmentati/mordenzati fitoterapici, valorizzazione delle proprietà funzionalizzanti dei fitoestratti).

Per altre informazioni consultare il sito CNR Ibimet

La provincia di Grosseto occupa interamente l'estremità meridionale della Toscana e per estensione territoriale, con i suoi 4504 km quadrati, risulta essere la più vasta della regione; con 225.098 abitanti è una delle province italiane con la più bassa densità abitativa.
La Provincia di Grosseto amministra, attualmente, un totale di 28 comuni, compreso il capoluogo Grosseto di 81.765 abitanti.
Sicuramente lo sviluppo presente e futuro dell’economia grossetana è fondato sulla crescita endogena di alcuni fattori presenti sul territorio: la vocazione agroalimentare e la vocazione turistica ambientale. Tali vocazioni, messe a valore in una ottica di integrazione filiere territorio e dove il collante trasversale è inevitabilmente la ricerca della qualità, rappresentano un vero e proprio volano per lo sviluppo locale, che può coniugare considerate le loro caratteristiche, non solo obiettivi strettamente economici (in un approccio economicistico dello sviluppo) ma, anche e soprattutto, obiettivi di tipo socio-ambientale (un approccio ecosostenibile dello sviluppo), in quanto la stessa salvaguardia dell’ambiente rappresenta il telaio su cui poggiano i motori dello sviluppo locale.

Alcuni esempi di attività per la valorizzazione delle produzioni del territorio:

  1. Laboratorio delle dinamiche del mondo rurale (unifi - accademia dei georgofili - imprese). Elaborazione di idee a supporto dell’attività programmatica della provincia in merito alle dinamiche rurali tesa con una metodologia di lavoro comune sulla governance per qualificare prodotti e servizi del territorio coinvolto nella logica distrettuale o di sistema.
  2. Polo dell’innovazione in campo agroalimentare (università e istituti di ricerca toscani- sistema delle imprese) . Supporto al sistema imprenditoriale del mondo rurale e dell’agroalimentare per trasferimento di innovazione nei diversi processi produttivi e di marketing.
  3. Innovazione e sostenibilità ambientale per le filiere dell’agroalimentare (LOW CARBON ECONOMY).
  4. Paniere dei prodotti di qualità o di eccellenza del Distretto rurale della Maremma - L’idea di raccogliere in un “paniere” i prodotti con appellativo d’origine e tradizionali (ittici, zootecnici, ortofrutticoli, vini, oli, prodotti da forno) è finalizzata a tutelare le biodiversità locali e potenziare la loro promozione, unitamente all’immagine del territorio. A titolo esemplificativo si riportano alcuni prodotti che compongono il “paniere “ :
    • prodotti zootecnici (carne bovina razza maremmana - pecora vissana o appenninica - pecora dell’amiata- suino macchiaiola maremmana- salumi di cinghiale maremmano - latte maremma - formaggio pecorino dop toscano di maremma - formaggio marzuolo e della transumanza a late crudo)
    • prodotti ittici (orata - spigola -ombrina bottarga di Orbetello - la palamita della costa toscana - “pesce povero” - ect)
    • i prodotti ortofrutticoli (carciofo di pian di rocca - fagiolo di sorano - cece della maremma - pomodoro della maremma - fungo dell’amiata igp - tartufo marzuolo - castagna igp dell’amiata - zafferano di maremma - tartufo scorsone)
    • i vini DOC - DOP e IGT (D.O.C. Morellino di Scansano – D.O.C. Montecucco- D.O.C. Monteregio di Massa Marittima- D.O.C. Capalbio - D.O.C. Ansonica Costa dell’Argentario - D.O.C. bianco di Pitigliano – D.O.C. Sovana – D.O.C. Parrina – D.O.C. Maremma Toscana – IGT Toscana- IGT Costa Toscana)
    • gli oli della maremma - olio IGP toscano - DOP di Seggiano - olivastra scarlinese
    • i prodotti da forno (biscotto salato di Roccalbegna – i prodotti goym dell’area del tufo (sfratto di pitigliano) - il panificato dell’isola del Giglio)
    • altri prodotti (il miele di marruca)
  5. Maremma riserva di natura. Piano territoriale ed economico sociale delle aree protette. Il Piano ha previsto la realizzazione di attività, necessarie per la fruizione delle aree protette presenti sul territorio provinciale. L’obiettivo è quello di migliorare l’offerta di servizi ai turisti e l’attività di supporto a gestione delle riserve attraverso la produzione di documentazione multimediale e la valorizzazione tecnologica, nonché la creazione di centri visite e punti informativi, di documentazione sui percorsi attrezzati, di aree di sosta, alcuni interventi di bonifica, la realizzazione di apposita cartellonistica interna ed esterna alle aree protette.
    Con il progetto Maremma riserva di natura – la Provincia ha messo in rete tutte le 13 riserve, il Parco provinciale, 42 SIR, un Parco regionale e un Parco Nazionale attraverso cartografia, collegamento dei punti informativi e un sistema di webcam per la fruizione on-line.
  6. La filiera corta -un nuovo modello di sviluppo delle relazioni tra produzioni e consumo
    La Filiera corta nel Distretto Rurale della Maremma.
    Con il progetto della filiera corta si intende promuovere e sostenere un insieme di attività che prevedono un rapporto diretto tra produttori agricoli ed utilizzatori finali del prodotto (commercianti, ristoratori, albergatori e consumatori) e fare in modo che il valore aggiunto creato venga equamente diviso tra tutti i soggetti interessati.
    In particolare, il progetto della filiera corta si propone il raggiungimento di alcuni principali obiettivi strategici:
    1. riconoscere agli agricoltori un valore equo per le loro produzioni ed al tempo stesso creare i presupposti per un prezzo finale ai consumatori il più possibile favorevole;
    2. aumentare le sinergie e le opportunità di offerta di prodotti locali e di qualità sia nel commercio che nella ristorazione che nel turismo in particolare per quello rurale;
    3. favorire la conoscenza dei prodotti toscani e nel nostro caso della Maremma di alta qualità (DOP –DOC - IGP, prodotti tradizionali dell’elenco Arsia, prodotti biologici, prodotti di agricoltura integrata, presidi Slow Food);
    4. favorire il consumo in zona delle produzioni locali, migliorare il consumo stagionale dei prodotti . Il consumo in zona delle produzioni locali può assumere un significato “culturale” perché è indubbio che in una politica complessiva di sviluppo che esalta le tradizioni e le risorse storiche culturali e paesaggistiche della Toscana e della Maremma anche il cibo può dare il suo contributo ad esaltare l’identità locale;
    5. aumentare il flusso turistico “alimentare” verso le zone rurali;
    6. favorire il mantenimento delle produzioni localmente significative (comprese le biodiversità) soprattutto in zone marginali quali possibili fattori di attrazione;
    7. favorire interessi commerciali di filiera tra tutti i soggetti interessati.

    Nell’ambito del progetto Filiera Corta del Distretto Rurale della Maremma sono state sviluppate tre specifiche azioni denominate Mercato dei produttori – Arte e Cibo – Patto di Filiera

    PRODUCERS' MARKET
    Markets Producers are regular events, at least monthly, held outdoors for the direct sale of quality products and local products reserved to producers of the interested area. The Province of Grosseto has organized these markets in a moving form which takes place between April and December in various municipalities of the province.
    14 municipalities and 90 producers have adhered through an agreement between the Province of Grosseto, Municipalities of the territory, territorial association of the Mountain Region and Agricultural and Trade Associations.

    PRODUCTIVE CHAIN AGREEMENT
    This initiative is aimed at promoting agreements between agricultural producers and operators of other sectors: restaurant industry, trade and tourism, for the sale of quality and local agricultural products according to conditions agreed among the categories and through a logistics system guaranteeing the direct procurement from the producer to the various commercial categories.

    ART AND FOOD
    ART AND FOOD foresees the establishment, in museums, of a space dedicated to the culture and culinary tradition of Maremma (Grosseto Province), with the display and sale of promotional samples and distribution of informative material on a selection of quality products from Tuscany. 20 museums are involved in the Province of Grosseto together with the associations of wine and taste routes of the Province of Grosseto ( Strada vini maremma; strada vino; strada del vino Montecucco) which have about 300 associates.
    6) I PERCORSI TEMATICI per valorizzare l’offerta turistica dei prodotti e dei servizi del mondo rurale e del territorio.
    In provincia di Grosseto si sono costituite 3 strade del Vino e dei sapori come nuova forma di promozione e tutela del territorio : “Monteregio di Massa Marittima”, del “Montecucco e dei sapori d’Amiata” e dei “Colli di Maremma” ) con 3 punti di informazione e tre musei della vite e del vino , a cui aderiscono circa 300 operatori tra agricoltori. agriturismi, ristoratori, commercianti, artigiani etc)

  7. Costituzione del centro METE - centro culturale dell’enogastronomia della Maremma Toscana. Il centro METE gestito da consorzi turistici, le strade del vino e Consorzi dell’export, si pone i seguenti obiettivi:
    1. Vendita dei prodotti agroalimentari ed enogastronomici del territorio transfrontaliero, in un'ottica distributiva tipo "filiera corta”, rafforzando la rete esistente e con l'obiettivo primario della valorizzazione della ruralità del territorio
    2. Utilizzo di strumenti on line per la vendita dei prodotti agroalimentari del territorio transfrontaliero ed eventuali azioni pilota di e-commerce e realizzazione di un portale web
    3. Presentarsi come info point per la divulgazione di materiale promozionale del territorio transfrontaliero relativo all'accoglienza turistica, alle produzioni locali ed alle manifestazioni gastronomiche e culturali
    4. Divulgazione dei materiali utilizzando canali differenziati e privilegiando logiche di comunicazione 2.0 coordinando la diffusione dei contenuti con la piattaforma web prevista
    5. Sviluppo del centro per momenti di formazione e confronto
    6. Sviluppo ed organizzazione di manifestazioni promozionali, di degustazione e di didattica
  8. Il Marchio Maremma Toscana L’immagine di un territorio che diventa “brand”.

    Il processo collettivo e politico di scelta di un nuovo percorso di sviluppo ha portato e deve portare ad una profonda rivisitazione e rielaborazione dei valori del territorio. La rinnovata vitalità dell’azione pubblica, l’importante afflusso di investimenti pubblici, il nuovo metodo di lavoro hanno alimentato un generale clima di fiducia che ha attratto anche importanti investimenti privati sul territorio. Nel tempo, si è definitivamente soppiantata (forse anche dimenticata) la raffigurazione colorita di una provincia alla deriva e - nella popolazione e verso l’esterno - si è affermata l’immagine di un territorio di pregio per la qualità dell’ambiente, la ricchezza del patrimonio culturale, l’alto valore delle sue produzioni agricole che affondano le radici nella storia.
    E’ stato realizzato un marchio territoriale che funga da sistema catalizzatore per tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel rispetto dei principi sanciti dal sistema territoriale di qualità maremma

    Marchio collettivo pubblico

    Le esperienze della Provincia di Grosseto, in aree tematiche affini al progetto MED-L@ine sono:
    • MED Laine – valorizzazione delle specie vegetali autoctone food/no food in una prospettiva di integrazione delle azioni di sviluppo e di innovazione con quella di tutela della sostenibilità ambientale dei territori
    • VAGAL il quale mira alla caratterizzazione e alla valorizzazione della qualità dei territori rurali e delle risorse economiche nelle aree della Toscana, Sardegna e Corsica, attraverso azioni innovative congiunte tra istituzioni, centri di ricerca, PMI anche al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio
    • ADEP – interreg IIIC che si proponeva l’obiettivo di migliorare le politiche regionali in materia di formazione e sviluppo usando strumenti che associno le risorse umane e lo sviluppo.
    • Riconoscimento della Provincia di Grosseto come Distretto Rurale ai sensi della L.R 21/2004 la cui progettualità prevede la realizzazione di un Sistema Territoriale di Qualità
    • Realizzazione e gestione di riserve naturali ed aree ad alta valenza ambientale sul territorio provinciale
    • PISL – PROGETTO INTEGRATO DI SVILUPPO LOCALE – Il PISL della Provincia di Grosseto fonda la strategia di sviluppo sull’integrazione dei diversi contesti socio-economici presenti sul territorio provinciale e sul loro specifico potenziamento.
    Per altre informazioni consultare il sito Provincia di Grosseto

La Provincia di Sassari nasce nel 1859, quando la legge del 23 Ottobre diede un nuovo ordinamento territoriale al Regno di Sardegna. Questo ordinamento fu poi recepito dallo Stato unitario. La provincia di Sassari si estende per 4281 km2 e comprende oltre 334 mila abitanti.
Può vantare le seguenti esperienze:

  • MED Laine – valorizzazione della specie vegetali autoctone food/no food in una prospettiva di integrazione delle azioni di sviluppo e di innovazione con quella di tutela della sostenibilità ambientale dei territori.
  • INNOLABS – Valorizzazione dei sistemi territoriali transfrontalieri attraverso l’attivazione di reti in grado di coniugare le capacità di “ricerca e sviluppo” con le necessità di innovazione.
  • Ha partecipato a: PIC INTERRE II A – Autorità di Gestione, Progetto MARCHI, Altri programmi e progetti finanziati dall’U.E., PIC INTERREG I, PIC INTERREG II, ECOS OUVETURE-TDY.OP, INTERREG IIIB WATERFRONT, INTERREG IV C.

Per altre informazioni consultare il sito Provincia di Sassari

La Provincia del Medio Campidano riassume in se tutte le tipologie geografiche e gli ecosistemi della Sardegna. A voler meglio definire il complesso ambientale del Medio Campidano conviene partire proprio da quello scrigno paesistico e di biodiversità che è la Costa Verde, una lunga striscia di sabbie fini e bianchissime incastonate tra Capo Pecora, a sud, con le sue pendici punteggiate di lentischio, e a nord il tavolato basaltico di capo Frasca. Cinquanta chilometri di spiagge intervallate da calette rocciose alle spalle delle quali, nel tratto tra Scivu e Piscinas si levano imponenti Dune, alte fino a 50 metri, profumate dai cespugli di lavanda che vi fioriscono spontanei, frequentate dal cervo sardo che scende fino al mare dalle foreste di Arbus e di Montevecchio.

Proprio a ridosso della costa si erge il massiccio montuoso del Linas tra Villacidro e Gonnosfanadiga, e del monte Arcuentu; uno dei più antichi gruppi montuosi della Sardegna. Il paesaggio si presenta ricco di vallette, canaloni e numerose cascate come Piscina Irgas, Muru Mannu e Sa Spendula. E’ il paradiso del trekking e del birdwatching. Gli appassionati possono camminare attraverso gli antichi sentieri alla ricerca dell’infinità di endemismi animali e floreali fra i quali spicca l’Helichrysum Montelisanum, il fiore simbolo del Medio Campidano. Nel territorio del Monte Linas ricade il “Parco Letterario Giuseppe Dessi” intitolato allo scrittore nativo di Villacidro.

I luoghi descritti da Giuseppe Dessì sono stati il cuore di un’economia fondata sull’attività estrattiva dello zinco, del piombo argentifero e dello stagno. In particolare Montevecchio con i suoi 100 km di galleria era considerata tra le più imponenti miniere d’Italia. Il fascino delle località e delle costruzioni di Montevecchio, Ingurtosu, Naracauli, Genn’e mari, Sibiri, Perd’e Pibara, Canali Serci, oramai in disuso, è tale che è stata avviata, e in parte conclusa, un’azione di recupero dei siti ed edifici più significativi che costituiscono un incredibile patrimonio storico e culturale. Tali siti minerari e il loro contesto territoriale sono inseriti nel Parco Geominerario della Sardegna dichiarata patrimonio UNESCO.

Paesaggio altrettanto straordinario è quello delle Giare, gli imponenti altipiani basaltici formatisi due milioni e mezzo di anni fa. L’altopiano de “Sa Jara Manna”, tra Gesturi, Tuili e Setzu, in particolare, ha mantenuto in pieno i propri caratteri originali: una folta macchia mediterranea intervallata da boschi e laghetti denominati paulis fa da habitat naturale ai famosi Cavallini della Giara, o quadeddus che vivono liberi in piccoli branchi. Ai piedi della Giara di Siddi è posizionato il complesso del Museo Naturalistico di Sa Corona Arrùbia con le sue sezioni dedicate alla flora, fauna e alla geologia del territorio.

Se l’ambiente naturale del Medio Campidano ha caratteri così multiformi e affascinanti, l’ambiente antropico non è da meno. Qui l’uomo è presente da tempi remoti, come testimoniano gli straordinari monumenti nuragici tra i quali Su Nuraxi di Barumini, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità, e i siti di Gennamaria a Villanovaforru, Su Mulinu a Villanovafranca e Santa Anastasia a Sardara. Straordinarie testimonianze della cultura nuragica sono inoltre le imponenti Tombe di Giganti di Siddi, Gonnosfanadiga e Lunamatrona.

Un territorio così ricco era destinato a diventare un’area economicamente strategica prima per i punici, poi per i romani e successivamente per gli spagnoli che invasero la Sardegna nel XIV sec. E che proprio a Sanluri e nel suo Castello si combattè la battaglia decisiva commemorata ogni due anni con una ricca rievocazione storica. Tracce di quell’epoca sono inoltre il Castello di Monreale a Sardara, ai cui piedi si trovano le omonime terme, e i ruderi del Castello di Las Plassas.

Tra le vie dei centri abitati si scoprono preziose testimonianze dell’architettura religiosa con pregevoli esempi di chiese romaniche e gotico-aragonese, che custodiscono importanti opere pittoriche del ‘500 come il retablo del Maestro si Castelsardo a Tuili e quello di Pietro Cavaro a Villamar. Le campagne conservano quasi gelosamente le caratteristiche chiese campestri che si vivacizzano durante le feste religiose che segnano la cadenza dell’annata agraria.

Nel territorio della Marmilla, a pochi chilometri dal centro di Sardara, sin dall’antichità erano frequentate le Aquae Neapolitane cioè le calde sorgenti termali, i cui effetti curativi sono ancora oggi sfruttati in due moderni Centri Termali, di grande interesse il Pozzo Sacro di S. Anastasia ancora oggi ricordato come “sa funtana de is dolus”.

La grande pianura che si estende tra la Marmilla e il massiccio del Linas, costituisce un paesaggio rurale unico, dai mille colori delle produzioni tipiche. La cultura rurale è ben rappresentata in diversi musei storico-etnografici come Il Museo Casa Steri di Siddi.

In questo contesto variegato si sono sviluppate e affinate le tecniche degli artigiani di questo luogo , le tessitrici, i coltellinai, i ceramisti e gli orafi, che ispirandosi a tradizioni antichissime, sono stati capaci di rivisitarli con tocchi originali e che realizzano autentici capolavori.

In particolare la varietà di piante spontanee, di cui è ricca la campagna, è alla base delle tinture che vengono utilizzate per colorare i filati con cui si producono arazzi ed altri manufatti utilizzando la lana di pecora. Da materiale di scarto, grazie anche alla capacità creativa degli artigiani, è diventata materia prima per realizzare complementi d’arredo, gioielli, abbigliamento ed accessori.

La seconda vita della lana di pecora è anche nelle produzioni di materiali da costruzione come i coibentanti per ambienti, gli isolanti termoacustici, i pacciamanti e feltri per agricoltura, i forni solari e le piccole cantine.

Provincia del Medio Campidano
via Paganini 22 – 09025 Sanluri VS
turismo@provincia.mediocampidano.it europa@provincia.mediocampidano.it

Per altre informazioni consultare il sito Provincia del Medio Campidano

La Chambre de Métiers et de l’Artisanat de Haute Corse est à l’initiative de la création d’un Groupement Européen d’Intérêt Economique (GEIE “Artisanat Transfrontalier”) entre la Haute Corse et la Toscane, puis la Sardaigne pour la promotion de la démarche transfrontalière dans le secteur artisanal. Ainsi sur les Pic INTERREG 2 et 3 ont été mis en place toute une série d’actions de promotion et de valorisation des Savoirs faire artisanaux des différentes régions. Ces programmes se sont déclinés en la réalisation d’actions diverses telles que la participation à des foires et salons, la mise en place d’un site Internet, la publication d’une revue spécialisée ou l’élaboration d’un observatoire transfrontalier. Cette démarche se poursuivra entre 2008 et 2013 sur des thématiques plus larges et multi sectorielles.

Per altre informazioni consultare il sito CMAHC.

La Tessile Crabolu s.r.l. è un’azienda tessile nata nel 1982 per opera dei fratelli Crabolu. È situata a Nule ed è l’unica azienda tessile della Sardegna con un ciclo completo per la lavorazione della lana (dal lavaggio della lana al finissaggio del tessuto).
I prodotti commercializzati dall'azienda sono diversi: lana grezza e lana lavata, filati in lana naturale e colorata, manufatti tipici dell'artigianato sardo quali tappeti in lana e cotone, fodere copri cuscini, tovaglie, centritavola, asciugamani, tende, copriletti, coperte e arazzi.
La produzione dei manufatti avviene con telai moderni e computerizzati, tessitura Wilton, comunemente chiamata a pibiones per tappeti e copriletti, tessitura liscia, comunemente chiamata a litos, per tende e tovaglie.
Altro prodotto realizzato è l'antico tessuto in pura lana sarda, l'orbace (su furesi), usato ancora per gli abiti tradizionali sardi e oggi rivalutato e utilizzato da diversi stilisti nell'abbigliamento moderno.
Il grande successo riscosso durante la partecipazione alle più prestigiose Fiere internazionali e le richieste commerciali provenienti da tutto il mondo hanno spinto l'azienda ad investire costantemente, diversificando i prodotti della tessitura e aumentando l'assortimento produttivo.
Ultimamente, grazie al lavoro di ricerca e innovazione, l’azienda produce un pannello per la coibentazione delle case "EDILANA", realizzato completamente in lana sarda autoctona con ottimo potere isolante e fonoassorbente.
Vi si lavorano circa 2 mila tonnellate di lana/anno.

L’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi (ISE) di svolgere attività di ricerca di base e applicata sulla struttura e sul funzionamento degli ecosistemi acquatici e terrestri, anche alla luce dei cambiamenti globali e della pressione antropica. L’obiettivo è di acquisire la conoscenza scientifica che deve essere alla base di qualsiasi intervento protettivo e correttivo. Questa attività è un prezioso supporto agli enti preposti alla tutela ed al recupero ambientale.
La sede Sassari è stata istituita alla fine del 2001 (delibera del consiglio direttivo n. 217, 09/10/2001) come sezione dell’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi. Lo scopo della Sede di Sassari, con riferimento ad alcune delle attività di ricerca indicate nel provvedimento ordinamentale dell’Istituto (n. 015793, 12/02/2001), è combinare i reali problemi del controllo biologico con appropriati studi ecologici e sviluppare ulteriormente la comprensione della dinamica di popolazione nelle interazioni nemico-preda-pianta ospite per migliorare la sicurezza e l’efficacia dei metodi di controllo biologico e di lotta integrata dei nocivi.

Per altre informazioni consultare il sito CNR ISE.

L’Istituto di Chimica Biomolecolare (ICB) svolge ricerche nel campo della chimica dei sistemi biologici con finalità sia di base che applicative.
La missione dell'Istituto consiste nello studio chimico dei sistemi e dei processi biologici per comprendere il loro funzionamento a livello molecolare ed esplorarne nuove applicazioni tecnologiche.
La sede di Sassari dell'ICB, precedentemente conosciuta come Istituto per l'Applicazione delle Tecniche Chimiche Avanzate ai Problemi Agrobiologici, svolge attività di ricerca scientifica nello sviluppo di molecole e processi di interesse biologico in aree comprese tra la chimica di base e la biologia mediante strategie multi- ed interdisciplinari.
Tra gli strumenti in dotazione all’istituto vi sono una Risonanza Magnetica Nucleare, una Gas Massa e un HPLC Massa.

Per altre informazioni consultare il sito CNR ICB.

L'Istituto per il Sistema Produzione Animale in Ambiente Mediterraneo (ISPAAM) è stato costituito nel maggio 2002 dalla fusione dell'Istituto di Adattamento dei Bovini e dei Bufali all’Ambiente del Mezzogiorno (IABBAM) di Napoli ed il Centro di Studio sui Pascoli Mediterranei (CSPM) di Sassari, dopo la chiusura del Centro per i Ruminanti Minori (CRM) di Bari e del Centro per la Conservazione del Foraggio (CCF) di Bologna. Lo IABBAM, a sua volta, era stato fondato nel 1974, mentre il CSPM di Sassari era stato fondato nel 1984.
Sulla base del suo know-how e dell'esperienza acquisita, l’ISPAAM si propone come punto di riferimento sia per la ricerca CNR nelle Produzioni Animali che come centro di attività per lo studio delle problematiche di questo settore in ambito Mediterraneo. Tali problematiche sono legate principalmente al miglioramento genetico di animali e piante di interesse zootecnico, agli ambienti di allevamento animale, alla produzione di foraggio ed all'ottenimento di alimenti di qualità.
Le principali finalità dell’Istituto riguardano il miglioramento della sostenibilità dei sistemi foraggero-zootecnici attraverso una ottimizzazione del rapporto resa/qualità dei prodotti, al fine di rispondere alle esigenze dei consumatori, dei mercati e senza trascurare l’impatto sull’ambiente. Tale razionalizzazione delle attività offre anche la possibilità di armonizzare il lavoro condotto da diversi soggetti istituzionali in campo zootecnico, al fine di ottenere un'efficace programmazione Nazionale dell’intero sistema di Produzione Animale.

Per altre informazioni consultare il sito CNR ISPAAM

L’Istituto per lo Studio delle Macromolecole (ISMAC) svolge attività di ricerca sulla sintesi e proprietà delle macromolecole sintetiche e biologiche e sulle loro applicazioni nelle scienza della vita e nel settore della gomma, dei materiali avanzati per il tessile, optoelettronica, packaging.
Le attività della sede di Biella dell’ISMAC sono orientate alla ricerca e all'innovazione nel campo dei materiali e dei processi tessili, allo sviluppo della normazione in campo tessile, oltre all'offerta di servizi, attività di trasferimento tecnologico e consulenze tecniche alle aziende del settore.
l CNR-ISMAC di Biella è coinvolto in progetti di ricerca riguardanti:

  • produzione e la caratterizzazione di nuove fibre ottenute da sottoprodotti dell'industria tessile e/o da scarti agricoli
  • innovazione dei processi e applicazione di biotecnologie in campo tessile
  • modificazione superficiale dei materiali tessili
  • studio di nuovi sistemi di filatura
  • valutazione delle proprietà di comfort dei tessuti
  • sviluppo di metodi analitici per la valutazione delle qualità di materiali tessili

Per altre informazioni consultare il sito CNR ISMAC

 

Inoltre, Il CNR Ibimet ha solidi vincoli di collaborazione con i seguenti Enti:

  • Agris Sardegna (partner di progetto nel primo MED-Laine): agenzia per la ricerca scientifica, la sperimentazione e l'innovazione tecnologica nei settori agricolo, agroindustriale e forestale. Ambito di competenza: genetica e nutrizione animale. Dispongono di laboratori attrezzati di chimica e fisica e di allevamenti sperimentali di pecore di razza Sarda e Nera di Arbus;
  • Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Firenze. Ambito di competenza: caratterizzazione degli estratti vegetali.
  • Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente (DISPAA), Università degli Studi di Firenze. Studi su razze ovine presenti nel Grossetano.
  • Dipartimento di Scienze Aziendali Università degli Studi di Firenze. Analisi economiche sulla filiera laniera e marketing territoriale in Provincia di Grosseto.
  • Dipartimento dell’economia dell’impresa, della tecnologia, dell’ambiente dell’Università di Cagliari. Analisi economiche e indagini sugli attori delle filiere tessile-laniera e della bio-edilizia in Sardegna.
  • Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari. Supporto in eventuali sperimentazioni di campo (o in micro/mesocosmi) finalizzate all’ottimizzazione dell’impiego della lana/derivati come fertilizzanti in agricoltura biologica o a basso input.
  • R.S. - Ricerche e Servizi, Prato. Analisi e consulenza su proprietà meccaniche e tecnologiche di fibre e tessuti.
  • Agenzia Lane d’Italia, Biella. Promuove l'impiego industriale della lana prodotta dalle pecore di razze italiane e la valorizzazione delle lane autoctone. Ha contribuito alla costituzione dell'European Wool Group, che tiene i contatti con l'Unione Europea e favorisce la collaborazione tra i vari paesi.