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Italiane

Nel corso degli ultimi decenni, in mancanza di opportunità di mercato e di applicazioni remunerative in grado di assorbire grandi quantità di lana, la selezione delle razze ovine in Italia ha gradualmente escluso la produzione di lana tra i criteri di riferimento. Di fatto, l’Associazione Nazionale della Pastorizia (Assonapa) - ente incaricato dal Ministero per la Politiche Agricole e Forestali della gestione dei Libri Genealogici delle razze ovine e caprine – suddivide le 59 razze ovine italiane in base all’attitudine produttiva (prevalente) in razze i) da latte (85% del patrimonio delle razze e 60% del patrimonio ovino) e ii) da carne (fonte: Assonapa). Le (poche) razze italiane che producono lana di maggiore qualità e quantità (come ad esempio Gentile di Puglia, Sopravissana e Merinizzata italiana) sono incluse tra le razze da carne.
Di seguito si presenta una sintetica rassegna delle principali razze italiane la cui produzione di lana1 si distingue per quantità totali prodotte e/o qualità della fibra. L’ordine in cui sono elencate segue la consistenza delle razze in numero di capi iscritti al Registro Anagrafico gestito da Assonapa.

Razza autoctona della Sardegna, si distingue per l’elevata produttività di latte (140-160 kg capo-1 per lattazione, con picchi che possono superare abbondantemente i 200 kg capo-1) ragione principale della sua larga diffusione in molte regioni italiane. Si adatta a svariati tipi di ambiente. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Asso.Na.Pa.) nel 2014: 441.427.
La pecora di razza Sarda è di taglia media (femmine 40-45 kg), con testa leggermente allungata, orecchie di media grandezza o piccole, mobili, portate orizzontalmente e talvolta anche un po’ pendenti, corna assenti nelle femmine o poco sviluppate, assenti o rudimentali nei maschi.
Vello bianco, aperto, costituito da bioccoli appuntiti, con presenza di peli morti nel sottovello, esteso fino a metà dell’avambraccio e poco sopra il garretto.
Nonostante abbia una bassa produzione di lana per capo (1.2-1.5 kg anno-1), in ragione dell’elevata numerosità di capi (costituisce più del 40% del patrimonio ovino nazionale), è la razza che contribuisce maggiormente alla produzione di lana in Italia.

Per approfondimenti: La lana sarda: una risorsa da riscoprire.

La pecora Comisana trae origini da razze ovine del Mediterraneo meridionale e deve il suo nome a "Comiso", centro agricolo zootecnico siciliano in provincia di Ragusa. E' conosciuta anche come Testa rossa, Faccia rossa, Lentinese. E’ una razza a prevalente attitudine alla produzione di latte (dai 120 ai 200 kg capo-1 per lattazione). Oltre che in Sicilia è allevata anche in Lombardia, Piemonte e Italia centrale e meridionale. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Asso.Na.Pa.) nel 2014: 44.669.
Taglia medio-grande (femmine 50 kg), con testa fine, allungata, di colore rosso mattone (chiaro, spesso acceso) prevalentemente con striscia bianca che interessa normalmente la zona fronto-nasale e quella labiale superiore. Acorne in ambedue i sessi. Orecchie lunghe, larghe e cadenti. Vello bianco, aperto a bioccoli conici, con lana corta in tutta la zona caudale (presenza di peli morti nel sottovello). La produzione di lana è in media, per le pecore, di 1.3 kg capo-1 anno-1.

Di probabile remota provenienza sudanica, etnicamente è da collocare nel gruppo delle razze alpine, alle quali si avvicina per caratteri morfologici ed attitudinali, pur distinguendosi da esse specialmente per la maggiore taglia. Razza a preminente attitudine alla produzione di carne (è considerata tra le migliori razze italiane). Presente in Lombardia (soprattutto Bergamo) e in alcune regioni dell'Italia settentrionale e centrale specialmente come razza incrociante. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Asso.Na.Pa.) nel 2014: 22.750.
Taglia molto grande (femmine 80-85 kg). Testa acorne, piuttosto lunga ma proporzionata, a profilo montonino specie nei maschi; orecchie lunghe, larghe e pendenti lateralmente; bocca e narici ampie.
Vello dal semichiuso al semiaperto, di colore bianco, esteso al collo, a tutto il tronco escluso il basso ventre, agli arti almeno sino al terzo inferiore dell’avambraccio e della gamba.
La produzione di lana della pecora Bergamasca è di circa 4 kg capo-1 anno-1.

Autoctona delle Province di Arezzo, Bologna, Chieti, Firenze, Forlì - Cesena, Grosseto, Modena, Perugia, Pesaro - Urbino, Pescara, Pisa, Ravenna, Rieti, Siena, Teramo, Viterbo. Razza considerata da Assonapa tra quelle a prevalente attitudine alla produzione di carne. Allevata nelle aree sopra menzionate. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Assonapa) nel 2014: 14.320. Taglia medio-grande (femmine 60 kg). Testa acorne, non eccessivamente pesante, profilo rettilineo o leggermente arcato. Orecchie di media lunghezza portate orizzontali o leggermente pendenti. Vello bianco, chiuso nei maschi e chiuso o semichiuso nelle femmine, con testa, parte ventrale del collo, basso ventre e arti nudi.
Produzione di lana delle pecore: 2 kg capo-1 anno-1.

La Massese (o Fornese, di Forno, Versilia) è originaria della valle del Forno in provincia di Massa Carrara. Razza prevalentemente lattifera (90-150 kg capo-1 per lattazione). Attualmente allevata, soprattutto, in Toscana ed in Emilia Romagna. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Asso.Na.Pa.) nel 2014: 13.347.

Taglia media (femmine 45-50 kg). Testa vigorosa, distinta con profilo superiore quasi rettilineo nelle femmine, nel maschio presenta profilo leggermente montonino. Orecchie mobili e non troppo lunghe e sottili.
Le corna leggere, nere, sempre presenti nel maschio seghettate e saldamente impiantate con andamento a spirale; apicole rivolte anteriormente; nelle femmine le corna sono più leggere ed esili.
Vello aperto o semiaperto, a bioccoli conici con lana piuttosto liscia. Di colore grigio piombo o nero o marrone o grigio chiaro, con parte apicale meno scura nelle femmine e quasi nera nel maschio, sono accettati mantelli di colore.
La produzione di lana della pecora Massese è di circa 1.5 kg capo-1 anno-1.

Deriva dalla razza italiana appenninica transumante (vissana), incrociata dalla 2ª metà del 1700 con arieti Merini. Catalogata da Assonapa tra le razze a prevalente attitudine alla produzione di carne. Diffusa principalmente diffusa in Lazio, Umbria, Marche, Toscana, Abruzzo, Molise, Puglia. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Assonapa) nel 2014: 10.001.
Taglia media (femmine 50 kg). Testa proporzionata, profilo rettilineo o quasi nelle femmine, leggermente montonino nei maschi; corna robuste e a spirale aperta presenti nei maschi e assenti nelle femmine, possibilità di soggetti maschi acorni.
Vello bianco, costituito da bioccoli prismatici che ricopre interamente il tronco compresa la fascia ventrale, il collo, la base della testa, la fronte sotto forma di ciuffo; faccia preferibilmente nuda; gli arti anteriori fino al terzo inferiore dell’avambraccio, gli arti posteriori fino al garretto, con assenza di peli canini, di peli morti o colorati.
Produzione di lana delle pecore: 4.5 kg capo-1 anno-1.

Si è andata costituendo a partire dal XV secolo attraverso l’incrocio fra le popolazioni locali e arieti Merini spagnoli importati nel corso delle varie dominazioni. L’Assonapa la considera una razza a prevalente attitudine alla produzione di carne benché sia nata come razza da lana. Diffusa in Puglia (particolarmente, in provincia di Foggia), Basilicata, Calabria, Campania, Abbruzzo e Molise. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Assonapa) nel 2014: 6.800.
Taglia media (femmine 40-45 kg). Testa a profilo leggermente montonino, con corna robuste ed a spirale regolare nel maschio; a profilo rettilineo, con presenza di corna poco sviluppate in circa il 10% delle femmine.
Vello bianco, a lana fine, costituito da bioccoli prismatici, con assenza di peli canini, ricopre completamente il tronco compresa la faccia ventrale, la fronte, le guance, gli arti anteriori sino al ginocchio ed i posteriori sino al nodello. Assenza di pliche cutanee. Pagliolaia poco sviluppata.
Produzione di lana delle pecore: 3.5 kg kg capo-1 anno-1.

La Laticauda (o Barbaresca campana, Bastarda arianese, Beneventana, Casalinga, Casereccia, Coda chiatta, Nostrana) ha avuto probabilmente origine dalla pecora Nord-Africana, Barbaresca, formandosi, quindi, con successivi incroci con la pecora Appenninica locale e meticciamenti protrattisi a lungo. Razza a preminente attitudine alla produzione di carne. E’ allevata in Campania, particolarmente nelle province di Benevento e di Avellino, ma anche in alcune aree della Puglia. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Assonapa) nel 2014: 4.604.

Taglia grande (femmine 60-70 kg). Testa pesante, a profilo montonino, più accentuato nel maschio che nella femmina, acorne, con presenza di cercine calloso nel maschio. Orecchie grandi e portate lateralmente in basso.
Vello bianco, poco serrato, costituito da bioccoli prismatici, con presenza di pelo canino, ricopre completamente il tronco ad esclusione della faccia ventrale del tronco, della regione inferiore del collo, della fronte, delle guance, degli arti anteriori fino al ginocchio e posteriori fino al garretto.
La produzione di lana della pecora Laticauda è di circa 1.8 kg capo-1 anno-1.

Deriva dall’incrocio e successivo meticciamento, tra arieti di razza Bergamasca e pecore appartenenti alla popolazione allevata nell’Appennino marchigiano, con particolare riferimento alle provincie di Ancona e Macerata. Razza a prevalente attitudine alla produzione di carne. Diffusa in provincia di Ancona e nelle zone limitrofe. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Assonapa) nel 2014: 3.734.
Taglia medio-grande (femmine 60 kg). Testa acorne, con spiccato profilo montonino, orecchie di medio sviluppo leggermente pendenti.
Vello di colore bianco uniforme, semi-chiuso, parzialmente esteso. Produzione di lana delle pecore: 2.5 kg capo-1 anno-1.

Razza propria della zona della Langa (Basso Piemonte e territori limitrofi della Liguria) e a prevalente attitudine lattifera (150 kg capo-1 per lattazione). Presente anche in alcuni allevamenti dell’Italia centro-meridionale. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Assonapa) nel 2014: 3.646.
Taglia grande (femmine 60-65 kg). Testa regolare, acorne, con profilo montonino marcato; orecchie lunghe rivolte in basso ed in avanti.
Vello aperto, con bioccoli ondulati ed appuntiti, esteso al tronco, al collo, alla coda, agli arti anteriori fino sotto il gomito ed alla parte esterna degli arti posteriori fino sotto alla grassella. Le rimanenti regioni - testa, il ventre, tra i gomiti e le grasselle, la mammella, lo scroto e le parti distali degli arti - sono sprovviste di vello e coperte di peli corti e lucenti.
La produzione di lana della pecora Delle langhe è di circa 2,5 kg capo-1 anno-1.

Di probabile remota derivazione dell’Ovis aries sudanica, è da collocare etnicamente nel gruppo delle razze ovine alpine a orecchie pendenti e profilo montonino. Razza a prevalente attitudine alla produzione di carne, anche se non è del tutto trascurabile la produzione di latte (e quella di lana). Allevata in Piemonte, soprattutto nelle province di Vercelli, Torino e Cuneo. Presente anche in Romagna e nella provincia di Teramo. Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Assonapa) nel 2014: 2.702.
Taglia molto grande (femmine 70-75 kg). Testa proporzionata alla taglia, senza corna in ambo i sessi; profilo lievemente montonino, più pronunciato nei maschi; orecchie lunghe, larghe, pendenti oltre la regione della gola.
Vello bianco, esteso al collo, al tronco (più limitatamente al ventre), alla parte prossimale dell’avambraccio e della gamba. È di tipo semi-aperto con bioccoli conici; i filamenti di lana sono lunghi, piuttosto grossolani e frammisti a giarre.
La produzione di lana della pecora Biellese è di circa 3 kg capo-1 anno-1.

Deriva da incroci di sostituzione, operati tra gli ovini della razza Barbaresca (Barberin del versante nord Africa a coda grossa) ed ovini della razza Siciliana propriamente detta (Pinzerita). Culla di origine: entroterra delle zone litoranee sicule del Mediterraneo. Raggruppata da Asso.Na.Pa. tra le razze a prevalente attitudine alla produzione di carne, presenta tuttavia buone performance lattifere (140-160 kg capo-1 per lattazione). Attualmente è allevata nelle zone collinose della Sicilia e di alcune province dell’Italia centro-meridionale (tra cui L’Aquila, Teramo, Macerata). Numero di capi iscritti al Registro Anagrafico (Assonapa) nel 2014: 2.364.
Taglia molto grande (femmine 65-70 kg). Testa robusta, allungata, di colore bianco, irregolarmente picchiettato o puntiforme o macchiettata di nero. Acorne in ambo i sessi. Orecchie larghe, lunghe, con portamento pendente, il cui colore ricorda quello della testa.
Vello aperto, tendente, in alcuni soggetti, al chiuso. Di colore bianco, con eventuali macchie nerastre tollerabili alla zona del collo. Presenza di peli morti nel sottovello.
La produzione di lana della pecora Barbaresca è di circa 3 kg capo-1 anno-1.

 

1 Per informazioni sulle caratteristiche della lana si rimanda al libro Lane d’Italia, Gallico et al., 1991, CNR IRSL Biella.

 

Francesi

La pecora Corsa è una razza a duplice attitudine (carne e latte) e si caratterizza per la taglia medio-piccola: 50-60 cm di altezza e peso compreso tra 35 e 45 kg. L’ariete può raggiungere 70 cm di altezza e un peso di 60-70 kg. La pecora ha la testa molto sottile, il muso allungato e una fronte piatta o leggermente bombata, con o senza corna (sempre presenti nel maschio). Le orecchie sono piccole, con attaccatura bassa e portamento quasi orizzontale. Il corpo è regolare, lungo, con il dorso diritto, una groppa stretta e coscia poco sviluppata. La mammella è sviluppata e a forma di “bottiglia”, fatto che consente un’eccezionale semplicità di mungitura. Il vello può assumere vari colori: nero, rosso, bianco e grigio. La lana è grossolana, con forte presenza di peli morti (giarre).

Per approfondimenti

Razze ovine