Centro di Competenza Medl@ine

Le condizioni ambientali e il sistema di gestione dell’allevamento hanno riflessi immediati e significativi sulla quantità e, soprattutto, sulla qualità della lana prodotta. Al di là della scelta della razza da cui dipende direttamente l’attitudine produttiva di una pecora, il sistema di alimentazione, la qualità dei foraggi e dei pascoli, l’utilizzo o meno di infrastrutture per la gestione del gregge, le cure veterinarie e l’attenzione verso il benessere animale, sino alle tecniche di tosatura e alle modalità di stoccaggio della lana raccolta, rappresentano aspetti gestionali in grado di determinare la qualità complessiva della lana e di influenzare fortemente la sua resa di trasformazione. Generalmente, circa il 30-40% della quantità di lana sucida consegnata alle imprese di trasformazione viene scartata nella fase di selezione preliminare al lavaggio a causa dell’eccessiva presenza di impurità (forasacchi, paglia, terra, escrementi, ecc.) che complicherebbero le successive operazioni di lavorazione oltre che compromettere la qualità del prodotto finito. Per altro verso, anche le condizioni ambientali non gestibili da parte dell’allevatore, quali, ad esempio, la contaminazione del suolo e/o delle falde acquifere dell’area in cui ricade l’azienda, possono influenzare negativamente le caratteristiche qualitative della lana e limitarne alcuni utilizzi.

La grande maggioranza delle aziende ovine del Mediterraneo definisce le proprie strategie aziendali in funzione dell’ottimizzazione della quantità/qualità di carne e di latte, trascurando, per ovvie ragioni, qualsiasi tipo di investimento nella produzione di lana. Ciononostante, basterebbero pochi accorgimenti e qualche attenzione in più da parte dell’allevatore per migliorare la qualità della lana conferita (o conferibile) alle imprese di trasformazione e spuntare, così, un maggiore (seppur di poco) prezzo di vendita senza modificare il proprio modello di gestione aziendale. Un primo esempio pratico è la tosatura, operazione irrinunciabile per salvaguardare il benessere e la produttività degli animali, come tale effettuata a prescindere dalla destinazione della lana. Se condotta assicurando condizioni operative adeguate (vello asciutto, spazi puliti, tosatrice in ottimo stato, ecc.), seguendo un preciso schema che agevoli la separazione della lana rispetto alla zona di prelievo e avendo cura di non danneggiare le fibre durante il taglio, si potrebbe, con un minimo sforzo, ottenere lotti di prodotto di qualità omogena (quindi più facilmente commerciabili) e vendibili a prezzi differenziati.