Centro di Competenza Medl@ine

La tesi ha come oggetto il modello delle “Culture Economies” e la sua applicazione per l’analisi empirica di processi di sviluppo rurale.
Lo studio presentato affronta una problematica, quella dello sviluppo delle aree rurali, che è oggigiorno estremamente attuale; nel contesto di globalizzazione incalzante, e progressiva integrazione Europea ed internazionale, si assiste infatti a un generale processo di ri-territorializzazione e ridefinizione degli spazi locali.
La seconda metà del ‘900, a partire dall’immediato dopoguerra, ha assistito ad una fondamentale evoluzione del concetto di ruralità, che si è riflesso sia in ambito scientifico che in ambito politico, nel passaggio dall’approccio esogeno a quello endogeno, e poi al cosiddetto “Nuovo Paradigma di Sviluppo Rurale”; quest’ultimo coincide con l’intersezione di un moltitudine di fenomeni e tensioni, su uno spazio rurale che diventa sempre più complesso e multivalente.
L’approccio delle “Culture Economies” propone un quadro interpretativo ampio e versatile, capace di racchiudere e conciliare molteplici prospettive, offrendo così un efficace strumento mezzo di comprensione delle dinamiche di sviluppo rurale. Tale modello adotta il cosiddetto paradigma “neoendogeno”, per indagare sulle strategie di utilizzo delle relazioni con l’esterno, nei processi di produzione di capitale culturale delle comunità locali; cardini della teoria sono le dinamiche di mercificazione della cultura locale, e costruzione di networks orizzontali e verticali, in quanto essenziali nella creazione e valorizzazione dell’identità territoriale.
Il modello in questione, dopo essere stato approfonditamente studiato e valutato nella sua coerenza interna, è stato utilizzato come paradigma interpretativo per lo studio del progetto di sviluppo rurale “MedLaine - Alla ricerca dei colori e dei tessuti del mediterraneo”; quest’ultimo, svoltosi tra Sardegna,Toscana e Corsica, costituisce un buon esempio di strategia “alla Culture Economies”, avendo funzionato da catalizzatore per l’individuazione e la valorizzazione di risorse culturali locali.
Ai fini della tesi qui presentata, si è partiti dalle criticità individuate dei ricercatori di MedLaine per quanto riguarda il settore della lavorazione della lana autoctona in Sardegna, per svolgere un’analisi empirica sulle opportunità di creare valore aggiunto sul territorio, promuovendo produzioni alternative oltre a quelle tradizionali, sponsorizzate tramite l’accostamento ad un’identità territoriale. Lo studio ha avuto come oggetto alcuni prototipi presentati al concorso “Pura Lana Sarda”, e si è svolto tramite la somministrazione di questionari ai partecipanti; i dati estrapolati sono stati confrontati con quelli relativi a produzioni di tipo tradizionali, e sono stati quindi utilizzati per stimare il valore aggiunto derivato dal legame con il territorio d’origine. La ricerca ha permesso di formulare delle interessanti conclusioni in merito alle prospettive di rilancio del settore della lana sarda, come propulsore di un processo di sviluppo più generale.

Autori

Giulia Nicosia

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